Tommaso Fattori risponde alle domande poste da Azione Gay e Lesbica e Ireos

Tommaso Fattori

1) Appoggerebbe interventi educativi contro l’omofobia e la transfobia nel mondo della scuola?

Sì. Crediamo sia assolutamente necessario intervenire in ogni luogo di formazione con progetti ed iniziative che sappiano educare alla differenza rispetto al genere e all’orientamento sessuale. Dobbiamo agire contro le radici
della violenza e del bullismo e contrastare la discriminazione basata su stereotipi sessisti. Crediamo inoltre che la Regione debba investire fondi per programmi scolastici che contrastino l’omotransfobia e promuovano una reale
cultura delle differenze.

2) Ritiene giusto che le coppie omosessuali possano accedere al matrimonio o a un istituto del tutto analogo?

Sì. La civiltà di un Paese si misura anche dal livello di riconoscimento dei diritti civili. Le persone lgbti in Italia non vedono riconosciuta la loro affettività, né come singoli né come coppie: ancora oggi alle persone dello stesso sesso è negato l’accesso al matrimonio civile e i figli che vivono in famiglie omogenitoriali (dagli ultimi dati ufficiali almeno 100.000) non hanno gli stessi diritti degli altri. Noi siamo per il pieno riconoscimento e la
parità dei diritti di tutte le forme familiari basate su legami di affettività, reciprocità e solidarietà e la Regione deve contribuire ad equiparare i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle coppie eterosessuali, senza alcuna discriminazione.

3) E’ favorevole ad estendere la possibilità di adottare alle/ai single?

Sì. Crediamo sia gravissimo che in Italia non venga riconosciuta tale possibilità e che le cittadine e i cittadini italiani siano costretti ad andare all’estero per poter adottare un figlio. Noi siamo per riconoscere il diritto all’adozione sia ai single sia alle coppie omosessuali.

4) Sosterrebbe iniziative che agevolano l’ingresso nel mondo del lavoro delle persone transessuali?

Sì. Non soltanto sosterrei iniziative in tal senso, ma ne sarei promotore. Noi siamo per introdurre misure efficaci che contrastino esclusione e discriminazione nell’accesso e nella permanenza nel mercato del lavoro.

5) Ritiene che le terapie riparative dell’omosessualità debbano essere vietate?

Sì. Riteniamo che le terapie riparative siano non soltanto sbagliate, ma pericolose. Nel 1985 l’omosessualità è stata rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ed è in occasione di questa grande conquista di civiltà che ogni anno, il 17 maggio, festeggiamo la giornata mondiale contro l’omotransfobia. Noi riteniamo pertanto che la Regione debba investire nuovi fondi nel piano sociosanitario per la formazione del personale sulle tematiche lgbti.

6) Ritiene sbagliato intervenire chirurgicamente per la riattribuzione del sesso su bambini intersessuali?

Sì. Pensiamo sia sbagliato perché pericoloso. I bambini “medicalizzati” potrebbero infatti, nella fase della formazione, sviluppare un’identità di genere diversa da quella che è stata loro attribuita. Noi crediamo invece che rientri nel principio di autodeterminazione dell’individuo poter riconoscere a quale identità di genere appartenere.

7) Ritiene sbagliato che un medico del servizio sanitario nazionale possa rifiutarsi di praticare aborti in base all’obiezione di coscienza?

Sì. Riconoscere ad un medico ginecologo del Servizio Sanitario Nazionale la possibilità di rifiutarsi di praticare l’interruzione di gravidanza significa non soltanto non tutelare un diritto legislativamente riconosciuto (legge 194/78), ma anche favorire le pericolosissime pratiche dell’aborto clandestino. Bandi per l’assunzione di personale medico nei reparti di ginecologia del servizio pubblico che contemplino clausole di esclusione per medici obiettori.
Ciò non può essere letto nell’ottica di una discriminazione lavorativa, bensì deve essere interpretata alla luce del diritto all’autodeterminazione sancito dalla legge 194/78. Laddove la massiccia presenza di medici obiettori risulti
pregiudizievole di un diritto costituzionalmente garantito come quello alla propria salute psicofisica, occorre infatti che si cerchino soluzioni alternative, soprattutto a livello regionale.

8. Ritiene necessaria l’equiparazione legislativa dell’omofobia alle altre forme di discriminazione?

Sì. Riteniamo che l’assenza di una legge contro l’omotransfobia sia una lacuna legislativa gravissima e colpevole. La mancanza dell’aggravante per i crimini d’odio perpetrati per orientamento sessuale e identità di genere riflette scelte politiche sbagliate, che collocano l’Italia agli ultimi posti in Europa in termini di diritti civili per le minoranze sessuali. Noi siamo per l’istituzione di un osservatorio permanente operativo riguardo le discriminazioni basate su identità di genere e orientamento sessuale.